LA STIVA E L'ABISSO di Michele Mari

07.06.2026

Perché lo consigliamo?

Perché è un romanzo unico, che mescola avventura, letteratura e riflessione sul linguaggio in modo sorprendente. Non è una lettura “facile”, ma proprio per questo è coinvolgente: Mari costruisce un mondo narrativo denso, pieno di richiami e stratificazioni, che premia chi ha voglia di lasciarsi trasportare e di mettersi un po’ in gioco come lettore. 
 

Cosa ci è piaciuto di più?

Sicuramente la scrittura. Michele Mari ha uno stile potentissimo, ricco, quasi barocco, capace di creare atmosfere molto forti. Il modo in cui gioca con la lingua, con i registri e con la tradizione letteraria è affascinante. Inoltre, colpisce molto l’ambientazione: questa dimensione marina, chiusa e inquietante, diventa quasi simbolica, come se la nave fosse un mondo a parte, sospeso tra realtà e immaginazione.
 

C’è qualcosa che non abbiamo gradito?

In realtà no, o meglio: la scrittura è sicuramente complessa e non sempre immediata, ma è proprio questa densità stilistica a dare forza al libro: invece di semplificare, Mari sceglie di portarti nel suo linguaggio fino in fondo, trasformando la difficoltà in un elemento di fascino e profondità.
 

Frase da sottolineare:

“- No no, continua, voglio sapere del tuffo.

- Oh, il tuffo...

- Cosa c'è? Perché piangi?

- Tu non sai cos'è quel tuffo...

- Dev'essere tremendo, sì.

- Non hai capito. E' che in quel tuffo rivivi tutta la tua vita, non hai ancora toccato l'acqua e ce l'hai lì tutt'intera, la tua vita, e allora anche se muori è quello il momento in cui sei più vivo, ti rivedi piccino e già questo è abbastanza commovente, sono io quello? sì sono io, ma il massimo della commozione è quando ti appare la sua ignoranza, del bambino voglio dire, lo vedi e capisci che non sa cosa gli capiterà da grande, magari fa dei sogni ma è chiaro che sono tutti sbagliati, tu però lo sai, come sono andate effettivamente le cose, e questo confronto tra l'immaginazione del bambino e la memoria dell'adulto è tremendo, tremendo...”

 

Proposta di lettura che arriva da Manuela Costantini.


CuriositàÈ considerato uno dei romanzi più originali di Mari e potrebbe essere definito "metaletterario. Pubblicato nel 1992, è spesso indicato come uno dei testi in cui emerge con più forza la sua passione per la letteratura fantastica, il gioco intertestuale e la sperimentazione stilistica.


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